Si è concluso “Un futuro senza frontiere”, il concorso riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado degli istituti di tutta Italia iscritti al progetto “Repubblica@SCUOLA”. Il concorso richiedeva ai ragazzi d raccontare un gesto o un personaggio che rende il mondo più aperto e privo di confini.
La vincitrice è Federica Nannetti, che si aggiudica un soggiorno scolastico di una settimana in Finlandia nel corso del mese di Maggio 2012. Congratulazioni a Federica.
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Questo è il tema vincitore:
"Siamo o non siamo tutti concittadini?La risposta la conosciamo,basta guardare un mappamondo e ogni dubbio svanisce.In ogni caso si sa perfettamente come affrontare l’argomento,si ricorre alle solite “frasi fatte”,tutti affermano che siamo uguali,che non ci devono essere distinzioni e la discussione termina così,senza problemi.Si potrà anche essere consapevoli di quello che si sta dicendo,ma le barriere culturali resistono,e negarlo sarebbe un oltraggio.Sarà stato accantonato il termine “razza” ma l’idea di fondo sopravvive indenne.Un futuro senza frontiere è l’obiettivo che si cerca di raggiungere da anni,ma i passi che si compiono verso la meta sono troppo corti.Certo,un articolo di giornale non cambierà la situazione,ma l’importante è far vedere che ancora qualcuno cerca di fare il possibile per portare il proprio contributo.Ci sono stati personaggi passati alla storia per le loro grandiose e determinanti iniziative,Nelson Mandela in primis,ma vanno ringraziate con il cuore anche tutti coloro che si sono battuti per i propri ideali e che non hanno mai ricevuto alcun riconoscimento se non quello dalla propria coscienza.E’ vero,sono molti ed impossibile poterli conoscere tutti.Ognuno avrà avuto l’opportunità di incontrarne qualcuno,e magari li avrà imitati in qualche occasione,ma sul totale mondiale della popolazione sono davvero una minoranza.Di recente è stato creato un Osservatorio sull’Internazionalizzazione rivolto alle scuole,poiché si è ritenuto necessario sensibilizzare i giovani ad un futuro aperto a tutti,indistintamente da cultura,religione,nazionalità.E’ indispensabile conoscere l’altro per poterlo accogliere in un mondo globalizzato,bisogna superare i pregiudizi e l’idea di utopia.In quest’ottica i professori possono fare molto,indirizzare i ragazzi a scambi didattici a livello europeo e mondiale.Anche se può sembrare banale,i viaggi sono utilissimi per poter ampliare i propri orizzonti e diventare più elastici.Il diretto contatto con persone che vivono dall’altra parte della Terra e con cui presumibilmente si hanno poche cose in comune, permette di condividere esperienze uniche.Molte frontiere sono state create per essere abbattute,e quella culturale è una di quelle.E’ facile dire che viviamo in un mondo globalizzato perché in rete si possono contattare persone di qualunque paese,ma la rete è una cosa,e la vita è un’altra.Senza dialogo e comunicazione tutti i buoni propositi rimarranno tali. Perciò accantoniamo almeno in parte l’idea di connessione virtuale e facciamo risuonare la voce,dimostrando di aver imparato nuove lingue per poter dialogare in qualunque momento,anche se in questo istante ci teletrasportassimo all’Isola di Pasqua."